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CNR: Almanacco della Scienza


ISSN 2037-4801

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Ambiente
Cacciatori di microplastiche

Monitorare l'area marina protetta di Portofino, cavalcando le acque a bordo di kayaks e con in dotazione speciali retini per imprigionare i rifiuti plastici. In questo modo scienziati e cittadini, insieme, collaborano per la salvaguardia dell'ambiente, trasformandosi in cacciatori di microplastiche. Si tratta del progetto “Micro Plastic Hunters”, nato da un'idea di Marevivo e Lega navale italiana in collaborazione con l'Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr, Team Crabs di Outdoor Portofino, Guardia costiera ausiliaria, Area marina protetta di Portofino e col sostegno della casa automobilistica Kia ed Exo kayaks (main sponsor e sponsor tecnico del progetto). Media partner, 4Elements e Bluframe.
I materiali inquinanti, una volta raccolti, sono consegnati agli esperti del Cnr-Ias che, a loro volta, effettuano un monitoraggio parallelo, con i classici strumenti di controllo. Questo consente di produrre dati scientificamente corretti, validando i risultati ottenuti, come spiega la coordinatrice scientifica del progetto, Francesca Garaventa del Cnr-Ias. In questo modo, oltre ad assicurare un accurato monitoraggio dei livelli di inquinamento delle acque, si sensibilizza la cittadinanza sul problema della plastica, sempre più attuale. L'auspicio dei ricercatori è che “Micro Plastic Hunters” possa trasformarsi in un progetto pilota da replicare altrove. Data la vastità dei mari e l'impossibilità per gli scienziati di controllarli tutti, una maggiore partecipazione e coinvolgimento della comunità possono fare la differenza per la tutela ambientale marina.

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Fabio Trincardi e Carlo Barbante – rispettivamente direttore del Dipartimento terra e ambiente e direttore dell'Istituto di scienze polari – fanno il punto sulle politiche per il clima dopo il recente summit internazionale Cop26. E sottolineano l'importanza di ricostruire le temperature del passato per comprendere i cambiamenti climatici attuali

One Ocean Science: la ricerca non si deve fermare
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Per un mare sempre più blu
Alla (ri)scoperta consapevole del mare sotto casa. È l'obiettivo del progetto “Blu di Genova”, tra i cui partner figura l'Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Cnr. Grazie al progetto, Genova ha l'occasione di sperimentare un nuovo modello partecipativo, punto di incontro tra scienza, sport, educazione ambientale, scoperta del territorio, sostenibilità e volontariato

Chimica sostenibile: una soluzione alle grandi sfide dell’umanità
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Il Cnr-Iret misura gli scambi di carbonio
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Nuvole: perché studiarle?
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Come vivere in Antartide
In questa zona del Pianeta il freddo è un nemico, bisogna quindi prestare la massima attenzione all'abbigliamento e ai sistemi di sicurezza. Alberto Salvati dell'Ufficio Ict del Consiglio nazionale delle ricerche racconta come vivere al meglio al Polo Sud

Un picnic tra le nuvole (in bottiglia)
L'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr partecipa al “Picnic Science”, evento  europeo di promozione della scienza “outdoor” organizzato in Polonia e fruibile online, proponendo esperimenti che spiegano l'influenza dei fenomeni atmosferici sulla meteorologia e sul clima

Gli incendi e l’Artico
“Pillole social” è un progetto divulgativo per  presentare le attività dei ricercatori italiani impegnati nello studio dell'aerosol atmosferico nella regione artica, antartica e nelle stazioni remote d'alta quota. Brevi video, realizzati in collaborazione con l'Istituto di scienze polari del Cnr, illustrano l'importanza dello studio di questa matrice ambientale e spiegano al pubblico perché venga esaminata proprio in queste aree remote