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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 23 nov 2011
ISSN 2037-4801

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Alzheimer, un aiuto per le famiglie 

Alzheimer, un aiuto per le famiglie 

Il Fatebenefratelli di Brescia ha realizzato un filmato dedicato al morbo di Alzheimer, patologia neurodegenerativa che colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni e causa più comune di demenza nella popolazione anziana dei paesi occidentali.

Il video, fruibile sul sito www.centroalzheimer.org/, è diviso in due parti. Nella prima, Giovanni Frisoni, vice direttore scientifico del Centro Alzheimer-Irccs Fatebenefratelli di Brescia, con un linguaggio rigoroso ma comprensibile, introduce lo spettatore nel quadro della patologia. L'esperto spiega come tutto abbia inizio con l'accumulo nel cervello di una proteina tossica, la Beta amiloide, decine di anni prima che compaiano i tipici disturbi. Gradualmente, quest'accumulo porta a gravi difficoltà nelle attività quotidiane, fino alla totale perdita dell'autosufficienza.

Il neurologo illustra poi i sintomi che potrebbero essere  campanelli di allarme della malattia e sottolinea che oggi è possibile, grazie a esami diagnostici come Pet, risonanza magnetica ad alta definizione e analisi del liquor, rilevare l'accumulo di Beta amiloide nel cervello quando il disturbo di memoria è ancora non disabilitante. Una diagnosi tempestiva può essere, secondo l'esperto, di grande aiuto per contrastare l'avanzare della malattia con i farmaci oggi disponibili, ancorché non risolutivi. La buona notizia è che sono in corso di sviluppo farmaci innovativi che, somministrati in una fase precoce, saranno in grado di contrastare e anche di rimuovere l'accumulo nel cervello della proteina tossica, assicurando una qualità di vita dignitosa.

Molto interessante anche la seconda parte del documentario, interamente dedicata alle famiglie dei soggetti malati. Nei video presentati, Frisoni risponde alle domande e ai dubbi di una donna che si ritrova ad assistere il padre. Diverse le questioni affrontate, come il livello di consapevolezza che il soggetto ha della propria malattia o il disagio del familiare di gestire alcune modalità di comportamento del parente: l'apatia, l'aggressività i tentativi di fuga. Il neurologo dà infine molti consigli pratici per rapportarsi al malato nel migliore dei modi, perché il familiare rimane "l'unico fattore di rassicurazione in una condizione di incertezza perenne".

Cecilia Migali

titolo: Alzheimer: perch e per come
categoria: Multimediale
autore/i: Frisoni Giovanni
editore: Fatebenefratelli - Centro S. Giovanni di Dio